“Il Daimon e l’Ombra”

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Il daimon, parola greca dal significato abissale, non può tradursi come demone. Non è neppure traducibile in angelo, come è stato fatto nella tradizione cristiana. Per restare fedeli a Platone, il  daimon è “metaxù” (intermedio) tra i mortali e gli immortali. Esprime quella “quiddità” irripetibile di universalità e contingenza che l’essere umano è  chiamato a giocarsi nel tempo “finito” che gli è stato assegnato per poter realizzare (o meno …) la unicità del suo essere-nel-mondo.

Ethos andropo daimon, dice ancora Eraclito … il nostro comportamento nel mondo esterno è collegato a ciò che ci governa intimamente e questo può portarci ad un destino tragico se non abbiamo voluto o potuto conoscere la sua natura e prevederne le conseguenze o a realizzare la nostra potenziale natura. Esiste infatti anche la eudaimonia, quella inclinazione dell’animo che ci consente di vivere una vita in armonia con quello che siamo intimamente.

Ma come ascoltare questa voce interiore che ci dica chi siamo? Dobbiamo a Socrate l’arte di questo autoascolto. Un dono di natura se diamo credito al sogno avuto dal padre che, quando il figlio aveva solo 9 anni, gli disse di non preoccuparsi per la sua educazione dal momento che lui aveva già il suo daimon che lo istruiva … A noi che siamo più “duri di orecchie (interiori)” è buona pratica coltivare ed affinare una attitudine a fare silenzio delle tante voci che ci vengono da fuori e che presumono di dirci quello che è bene per noi ed avviarci sulla strada del “conosci te stesso”. Un percorso, questo, anche “infero” che, come nel caso di Dante “nel mezzo del cammin di nostra vita” ci apre gli abissi della nostra Ombra che spesso cerchiamo di evitare, ma che nasconde parti di noi importanti da integrare un Sé più pieno e non appiattito dai soli aspetti più evidenti ed “adattivi” della nostra identità.

Nella prospettiva gestaltica, sappiamo come il sé si configura “al confine di contatto” tra mondo interno e mondo esterno. Il daimon, quindi, in quanto espressione del sé, non esprime unicamente da una dimensione intrapsichica, ma anche di costruttiva interazione con l’ambiente dal quale può trovare elementi di crescita nel suo percorso espressivo-realizzativo.

Riccardo Zerbetto

Gran parte del mio lavoro consiste nello studio di ciò che avviene durante un episodio di contatto fra due esseri umani. Dopo aver assistito ad innumerevoli momenti di avvicinamenti, alberga in me una consapevolezza che qualcosa di misterioso sfugga alla comprensione.

Il daimon, a volte appare come un fantasma dispettoso e poi si nasconde dietro il nostro carattere, la nostra rigidità, la nostra consuetudine. Certo, molti allievi dei miei corsi condividono con me racconti di profonda intesa con sé stessi, nuove coscienze di sé, ma il mistero per me resta presente.

Quali sono le conseguenze del contatto? E in particolare di quello alto, petto a petto tipico del primo neonato con la mamma? Potremmo scrivere molto sul processo di individuazione che comincia proprio lì, quando il bambino inizia il suo lungo viaggio verso l’emancipazione in primo luogo corporea, ma se pensiamo a noi adulti possiamo facilmente sperimentare come il contatto con l’altro ci parli in primo luogo di noi. La nostra mano che tocca quella dell’amata/o si ravviva. Certo, perché sente l’altra persona, ma è la nostra mano a diventare calda, presente, significante, misurabile.

Misteri a parte, ciò a cui assisto durante i seminari che propongo è qualcosa che ha a che fare con il concetto di svelamento. Come un sommergibile che  mostra il periscopio, e così esiste quanto può al mare, così noi navighiamo spesso mezzi ciechi verso l’ignoto.

Quale magnificenza l’intero sommergibile che si palesa con la sua grandezza e la sua forma!

Così un contatto particolare, studiato, ordinato, ci permette di accedere a questa emersione e allo svelamento del nostro daimon più intimo e pure relazionale.

Massimo Habib

Questo seminario ci introdurrà, quindi, alla ricerca e alla familiarizzazione con aspetti forse poco conosciuti anche a noi stessi del nostro daimon utilizzando meditazioni statiche e dinamiche, la danza, il contatto con l’altro-da-sé, il mondo evocativo-immaginale aprendoci ai messaggi del sogno e ricorrendo ad una pratica antica di divinazione detta catoptromanzia.

Riccardo Zerbetto e Massimo Habib

Riccardo Zerbetto 

Psichiatra, direttore Centro Studi Terapia della Gestalt

Massimo Habib

Gestalt Counselor, Fondatore della disciplina del TangoOlistico®

Sede

”Podere di Noceto (Ville di Corsano), Via di Grotti-Bagnaia 1216 Per dettagli su come raggiungerci vedi sito www.nocetiamo.it

Orari dei lavori

Sabato 6  Dicembre dalle 14.00 in poi. Domenica 7 tutto il giorno. Lunedì 8  dalle 9.00 alle 13.00

Iscrizioni e costi

€ 250,00 per iscrizioni entro il 24/11/2014. € 300,00 dopo tale data. L’importo include vitto e alloggio.

Contatti

Per info sui contenuti del seminario: Massimo Habib 3358357593 massimo.habib@gmail.com

Logistica Francesco Sorvillo 3937848905

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