LA PSICOLOGIA DOPO IL LIBRO ROSSO DI C. G. JUNG

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Incontro a più voci

Nulla potrà più essere come prima nel territorio della psiche

Venerdì 27 marzo 2015, dalle ore 16 alle ore 20

Aula Martini, edificio U6, dell’Università “La Bicocca” di Milano

“Gli anni più importanti della mia vita furono quelli in cui inseguivo le mie immagini interiori. A essi va fatto risalire tutto il resto. Tutto cominciò allora, e poco hanno aggiunto i dettagli posteriori. La mia vita intera è consistita nell’elaborazione di quanto era scaturito dall’inconscio, sommergendomi come una corrente enigmatica e minacciando di travolgermi. Una sola esistenza non sarebbe bastata per dare forma a quella materia prima. Tutta la mia opera successiva non è stata altro che classificazione estrinseca, formulazione scientifica e integrazione nella vita. Ma l’inizio numinoso che conteneva ogni altra cosa si diede allora” (Carl Gustav Jung, 1957).

L’incontro è inteso come momento di riflessione sul Libro Rosso, la cui pubblicazione nel 2009 rappresenta il fenomeno culturale forse più innovativo e dirompente, quanto sottostimato, dell’ultimo secolo se si pensa che la scrittura del testo inizia nel 1913, anno in cui  Jung, in un momento  cruciale della sua vita, intraprese quel descensus ad inferos proseguito fino al 1930, nel quale sviluppò una originale forma di esplorazione psicologica, la ”immaginazione attiva”, che lo condusse a contatto con le funzioni primarie dello psichismo, le emozioni e le immagini “dal sottosuolo”. L’occasione nasce dalla recente pubblicazione de Il lamento dei morti  in cui James Hillman e Sonu Shamdasani commentano il Libro Rosso, concordando sul fatto che la malattia di cui soffre la nostra cultura, e che le psicoterapie tentano invano di sanare, nasce dal mancato ascolto del lascito che figure ancestrali della nostra storia ci hanno consegnato.

Sul tema in oggetto si aprirà un confronto di idee aperto al pubblico e introdotto da Relatori che metteranno al confronto l’approccio della psicologia individuale ed archetipica con quella gestaltico-esperienziale.

 

Daniela Bonelli Bassano, psicoanalista di formazione junghiana, membro del Laboratorio Analitico delle Immagini.

            Come non smarrirsi errando: immagini che curano.

Romano Madera, insegna Filosofia Morale e Pratiche Filosofiche all’Università Bicocca, fa parte di Philo, di SABOF (analisi biografica ad orientamento filosofico), della IAAP, dell’AIPA e del LAI

            Il senso nel tragico

Riccardo Zerbetto, Direttore del CSTG già pres. della European Assotiatoin for Psychotherapy

            L’immaginazione attiva come passaggio epocale dalla interpretazione al percorso esperienziale

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