Momenti di tempomindfulness

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condotto da Gherardo Amadei e Viviana Fabiani

27-28 giugno 2014

L’incontro si propone di favorire nei partecipanti un avvicinamento (concettuale ed esperienziale) alle pratiche di mindfulness

Il seminario è aperto a tutti al costo di  120  euro (IVA inclusa) e 96 euro per i soci CSTG.

c/o CSTG Via Mercadante 8  Milano (MM Loreto)

PER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI: segreteria@vecchio.cstg.it tel: 0229408785

L’inizio della diffusione a livello internazionale delle pratiche di mindfulness può essere datato al 1990, quando viene pubblicato Full Catastrophe Living: how to cope with stress, pain and illness using mindfullness meditation di Jon Kabat-Zinn, edito poi in Italia con il titolo di Vivere momento per momento. Se l’entrata nel campo della psicologia clinica del termine mindfulness è dunque riconducibile a questo testo, la sua origine storica è invece di impossibile determinazione, poiché l’invito a conseguire una particolare attenzione nei confronti del momento presente si può rintracciare negli insegnamenti di pratiche meditative che sono presenti in tutte le grandi vie sapienziali e spirituali d’oriente come d’occidente. Peraltro il coltivare con metodo la presenza mentale mediante la pratica meditativa, assume una particolare centralità nella tradizione buddhista, ove è considerato il mezzo necessario per comprendere le caratteristiche fondamentali dell’esistenza (sofferenza, impermanenza ed illusorietà del sé) e le modalità per ottenere la felicità. Per evitare ogni riduttiva interpretazione cognitivista o mentalistica del termine mindfulness, Kabat-Zinn ricorda costantemente che quando lo ascoltiamo o lo pronunciamo dobbiamo sempre ricordarci di intenderlo anche come  wholeheartedness, pienezza del cuore, che è inseparabile dalla pienezza della mente.

La modalità di essere fondata sulla mindfulness , cioè sulla consapevolezza, è caratterizzata da una particolare qualità di attenzione descrivibile come “focalizzata, rivolta al momento presente e non categorizzante” (Kabat-Zinn): focalizzata, cioè diretta con intenzionalità verso un determinato oggetto (la propria respirazione, un amico o un paziente con il quale stiamo parlando, una pietra, un suono, una sensazione corporea, ecc. o talvolta la totalità dell’esperienza che si sta vivendo), rivolta al momento presente, cioè mantenuta verso l’esperienza che si sta vivendo qui ed ora e non categorizzante, cioè capace di comprendere l’esperienza in cui ci si trova senza usare le categorie, le classificazioni, i giudizi abituali, evitando in tal modo di comprendere gli eventi secondo regole interpretative automatiche e ripetitive, sostenute da schemi mentali rigidi.

A partire dalla seconda metà degli anni novanta, la sempre maggiore diffusione di pratiche di mindfulness, avvenuta in modo trasversale rispetto ai maggiori orientamenti psicoterapici, consente ora di individuarla come il fattore comune a cui ricorrono sia terapeuti di differenti orientamenti. Infatti il “fattore mindfulness“ sembra facilitare il determinarsi delle circostanze ottimali per il cambiamenti che psicoterapie di differente orientamento si propongono di ottenere e produce questa ottimizzazione proprio perché le persone quanto più sono attente, nel senso della mindfulness, tanto più sono “recettive verso nuove informazioni” e di conseguenza inaspettate possibilità di cambiamento. Pur se riduttivamente, si può dire che le potenzialità  trasformative della mindfulness risiedono nel suo liberare l’attenzione dai vincoli che ne limitano le potenzialità percettive: la “libertà di attenzione”, che comporta il recupero di una “libertà psicologica”, è quindi al centro della  proposta di considerare la mindfulness come fattore comune delle psicoterapie. E’ in tal senso che Daniel Siegel non propone di fondare un nuovo orientamento di psicoterapia ma di innestare sempre più la mindfulness nelle prassi psicoterapiche esistenti e confida che “le pratiche di consapevolezza mentale (mindful awareness) possano essere considerate il training di base per la mente di ogni terapeuta” al fine di sviluppo di pratiche psicoterapeutiche sempre più efficaci.

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